L’Orecchio Elettronico

Nel corso degli anni la macchina ha mantenuto inalterati  i principi fondamentali, ma si è evoluta dal punto di vista tecnologico e funzionale grazie agli enormi progressi dell’elettronica.

L’orecchio elettronico a «Effetto Tomatis» è un’apparecchiatura messa a punto dallo scienziato negli anni Cinquanta, quindi brevettata e presentata all’Esposizione Universale di Bruxelles nel 1958.

L’ASCOLTO PASSIVO

L’apparecchiatura prevede una serie di amplificatori, filtri e bascule elettroniche. I suoni (CD registrati in laboratorio) riprodotti da una fonte di altissima qualità, vengono inviati alla macchina che elabora il segnale sonoro e lo restituisce in cuffia al soggetto. Le cuffie, oltre ai normali auricolari per la conduzione aerea timpanica, sono dotate di un vibratore, che si posiziona alla sommità del capo e che trasmette il suono attraverso la conduzione ossea.

La macchina viene regolata in maniera tale da assicurare l’ascolto ottimale, in modo da eliminare gli scotomi (caduta della curva d’ascolto su certe frequenze) e riportare la curva alla progressione ascendente, elemento essenziale per assicurare un livello qualitativamente elevato di percezione.

Il suono, attraverso una bascula, viene alternativamente fatto passare su due canali distinti. Uno agisce sulla tensione dei muscoli adattatori dell’orecchio medio (martello e staffa), l’altro sulla loro distensione. Questa microginnastica, se protratta per un certo tempo, crea un graduale e permanente condizionamento muscolare, che permette all’orecchio di regolare poi spontaneamente il buon funzionamento della trasmissione e dell’analisi dei suoni.

L’Orecchio Elettronico agisce anche su altri fattori quali la latenza, cioè la rapidità con cui il nostro apparato uditivo capta il messaggio sonoro; la precessione, che instaura un fenomeno di «previsione» del suono e gioca sul rapporto fra conduzione aerea e conduzione ossea; la lateralità, che privilegia la funzione dominante dell’orecchio destro.

L’ASCOLTO ATTIVO

Il soggetto parla o canta davanti ad un microfono che capta la voce e la invia all’Orecchio Elettronico. Qui, a seconda delle esigenze, il suono viene  filtrato frequenzialmente e restituito in tempo reale al soggetto mediante le cuffie. In questo modo si attivano tutte le controreazioni della voce sull’ascolto, per cui viene esercitata la giusta emissione grazie alla regolazione del circuito audio-vocale.