La Teoria

LE FUNZIONI DELL’ORECCHIO

- Funzione di ricarica

La funzione primaria, la più antica sul piano genetico, è quella di sostenere il potenziale elettrico del cervello attraverso la ricarica corticale. Il suono, trasformato dall’orecchio interno in stimolo nervoso, viene inviato alla corteccia cerebrale, per poi dinamizzare e tonificare tutto l’organismo.

- Funzione di equilibrio

L’orecchio interno contiene il vestibolo, organo dell’equilibrio e della postura verticale. Tendere l’orecchio vuol dire quindi tendere il corpo, in quanto il nervo vestibolare interessa la colonna vertebrale in tutta la sua lunghezza. Gli stimoli nervosi provocati dal suono partecipano al controllo dell’equilibrio, della motricità e della verticalità dell’individuo.

- Funzione d’ascolto

Attraverso i meccanismi fisiologici della coclea e dei muscoli dell’orecchio medio si possono selezionare ed analizzare al meglio sia i suoni che riceviamo, sia quelli che emettiamo. Dalla sinergia tra il sistema vestibolare e quello cocleare dipende la qualità del nostro ascolto. Il loro regolare funzionamento consente il nostro corretto e naturale sviluppo somatico e psichico.

UDITO E ASCOLTO

I processi che regolano l’udito sono differenti da quelli dell’ascolto.
L’udito è un processo passivo e rientra nell’ambito della sensazione; l’ascolto è invece un processo attivo che attiene alla percezione e il suo livello qualitativo varia nel corso del tempo a seconda del proprio vissuto. Ad un miglioramento dell’ascolto corrisponde sempre un miglioramento del benessere fisico e psichico.

Sul piano fisiologico l’ascolto si realizza grazie a due muscoli dell’orecchio medio, il martello e la staffa. Agendo sulla tensione della membrana timpanica e sulla regolazione dei liquidi dell’orecchio interno, il soggetto può selezionare i suoni che vuole ascoltare e filtrare i suoni non desiderati. Il raffinato lavoro di questi muscoli contribuisce a proteggere le cellule ciliate dell’orecchio interno dai suoni potenzialmente pericolosi.

Sul piano psichico l’ascolto richiede la capacità di “tendere l’orecchio”. Non c’è ascolto senza desiderio di comunicare. Questa funzione è presente già nel feto, e gioca un ruolo decisivo nello sviluppo del bambino. Dopo la nascita il desiderio di comunicare, prima con la madre, quindi con il padre, la famiglia, ed infine il mondo, è la “forza” che, poco a poco, sviluppa e tiene in esercizio i muscoli preposti all’ascolto. Traumi psicologici, anche di natura molto diversa, quale una nascita difficile, carenze affettive, un divorzio, una malattia infantile, possono danneggiare il processo d’ascolto e comprometterne il buon funzionamento.
Il training audio-psico-fonologico mediante l’Orecchio Elettronico, permette una stimolazione sonora simile a quella intrauterina, riattivando l’arcaico processo di ascolto e riportando il soggetto nelle condizioni ottimali.

L’EFFETTO TOMATIS

Gli studi di ricerca e il lavoro sperimentale portano Tomatis ad elaborare una teoria dell’ascolto che possiamo riassumere nelle sue tre leggi fondamentali:

- La voce contiene solo le frequenze che l’orecchio è in grado di percepire.
- Se l’ascolto viene modificato, si modifica immediatamente ed inconsciamente anche la voce.
- Quando la stimolazione uditiva viene mantenuta per un certo tempo, la fonazione si modifica in modo duraturo.